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Esperienza personale · Casa smart

«Volevo solo spegnere il condizionatore dal letto»: la mia recensione di HomeNETIX dopo 3 mesi

di Marta R. Bologna lettura 6 min 4,5/5

Nota sulla trasparenza: questa è la mia esperienza personale con un prodotto che ho acquistato. La pagina contiene link promozionali: se compri tramite questi link posso ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Non sono un tecnico e non parlo a nome del produttore.

La casa dei miei genitori, tre telecomandi e una bolletta assurda

Comincio dall'inizio, perché senza il contesto la mia storia non ha senso. Vivo in un appartamento anni '80 a Bologna: due condizionatori a parete comprati in periodi diversi, una TV, un decoder, uno di quei vecchi impianti stereo che mio marito non vuole buttare, e una tapparella elettrica in salotto. Cinque telecomandi sul tavolino, tre dei quali con i tasti consumati.

La goccia è arrivata a luglio dell'anno scorso. Mia madre, 78 anni, abita da sola due piani sotto di me. Un pomeriggio l'ho trovata con il condizionatore a 17 gradi acceso da sei ore: aveva sbagliato tasto e non sapeva come tornare indietro. Non era la prima volta. In più, tra climatizzatori dimenticati accesi e TV in stand-by, la nostra bolletta estiva era diventata una cosa di cui litigare a cena.

Ho iniziato a cercare una soluzione. Preventivo di un elettricista per un impianto domotico «serio»: oltre 1.400 euro, con opere murarie. Fuori discussione. Poi mi hanno parlato dei piccoli hub universali a infrarossi: un cubetto collegato al Wi-Fi che impara i segnali dei telecomandi e li rimanda dall'app. Ho letto forum per due settimane e ho scelto HomeNETIX, principalmente perché non richiedeva un gateway aggiuntivo e prometteva compatibilità con Alexa.

Il dispositivo HomeNETIX appena estratto dalla confezione, accanto al cavo USB, su un tavolo da cucina
Dentro la scatola: il cubetto, il cavo USB e un foglietto di istruzioni. Nient'altro.

Il primo giorno: temevo di dover chiamare mio nipote

Sono la persona che chiama il nipote per configurare la stampante, lo ammetto. Per questo la configurazione era il mio vero timore. In pratica: cavo USB nella presa, luce bianca che lampeggia, app scaricata dallo store, e la parte più delicata — collegarlo al Wi-Fi. Attenzione a una cosa che nelle istruzioni è scritta piccolissima: funziona solo sulla rete a 2,4 GHz. Io ho perso venti minuti prima di capire che il mio telefono era agganciato alla rete 5 GHz. Una volta separate le due reti dal pannello del router, il dispositivo è comparso in dieci secondi.

Poi si passa ai telecomandi. Si sceglie la marca dell'apparecchio da una lista e, se non c'è, si usa l'apprendimento manuale: punti il vecchio telecomando verso il cubetto, premi il tasto, l'app lo registra. Con il condizionatore nuovo è stato immediato. Con lo stereo del 2004 ho dovuto insegnare tasto per tasto: dieci minuti di pazienza, ma ha funzionato.

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Il cubetto bianco HomeNETIX appoggiato sul mobile del salotto, davanti alla TV, con il condizionatore sullo sfondo
La posizione definitiva: mobile del salotto, in linea d'aria con TV e condizionatore. La posizione conta molto.

Il dettaglio che nessuno dice: la posizione è tutto

Il primo giorno l'avevo messo dentro il mobile chiuso, per estetica. Non funzionava quasi nulla. È logico, se ci pensi: gli infrarossi hanno bisogno di «vedere» l'apparecchio, esattamente come il telecomando. Spostandolo in vista, sul piano del mobile, la resa è cambiata radicalmente: da lì raggiunge TV, decoder e il condizionatore del salotto. Per la camera da letto ho dovuto comprare una seconda unità, e questo è un costo che nella mia testa non avevo previsto.

Cosa uso davvero ogni giorno (dopo tre mesi)

Le funzioni scenografiche le ho provate tutte per una settimana, poi ne sono rimaste tre che uso per davvero:

  • Spegnimento a distanza. Il gesto che ha ripagato l'acquisto: dal letto, o dall'ufficio, verifico se il condizionatore è rimasto acceso e lo spengo. Per mia madre ho creato un accesso condiviso: ora quando mi chiama confusa risolvo dal telefono in trenta secondi.
  • Programmazioni orarie. Il clima della camera si accende alle 22:30 a 25 gradi e si spegne all'una di notte. Da quando esiste questa regola, in agosto non l'abbiamo mai lasciato acceso tutta la notte.
  • Comando vocale. Collegato ad Alexa, «spegni la TV» funziona quasi sempre. Su cinque comandi, uno lo devo ripetere.
Smartphone che mostra l'app di controllo con le stanze della casa e gli interruttori attivi
L'app in uso: stanze, temperatura e interruttori. Grafica semplice, non bellissima, ma chiara.

E il risparmio in bolletta?

Qui voglio essere onesta, perché in rete ho letto numeri che mi sembrano gonfiati. Confrontando le due bollette estive ho visto una riduzione di circa il 14% sui consumi. Non è «magia tecnologica»: è semplicemente che non lasciamo più i climatizzatori accesi a vuoto. Il dispositivo non rende più efficienti gli apparecchi, ti aiuta solo a non sprecare. Con abitudini e impianti diversi dai miei, il risultato può essere molto diverso o del tutto assente.

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Pro e contro, senza filtri

Cosa mi ha convinto

  • Installazione senza tecnici, senza fili e senza opere murarie.
  • Funziona anche con apparecchi vecchi grazie all'apprendimento manuale.
  • Accesso condiviso: utilissimo per aiutare un familiare anziano.
  • Programmazioni orarie affidabili, mai saltate in tre mesi.
  • Costo lontanissimo da un impianto domotico su misura.

Cosa non mi è piaciuto

  • Serve un'unità per stanza: gli infrarossi non attraversano i muri.
  • Solo Wi-Fi 2,4 GHz: se il router non è configurato, si perde tempo.
  • Se cade internet, resti col telecomando fisico in mano.
  • Le istruzioni cartacee sono tradotte male e troppo sintetiche.
  • L'app è funzionale ma graficamente datata.

A chi lo consiglierei (e a chi no)

Lo consiglierei a chi vive in affitto o non vuole toccare l'impianto, a chi ha climatizzatori e TV non smart, e soprattutto a chi assiste un genitore anziano a distanza: per questa ragione, per me, vale ogni euro speso.

Non lo consiglierei a chi cerca un sistema di sicurezza o allarme — non lo è e non va usato come tale — né a chi si aspetta di controllare un'intera casa su tre piani con un solo dispositivo. E se hai già un ecosistema smart completo, probabilmente non ti serve.

Dove l'ho comprato e quanto ho pagato

L'ho ordinato dal sito del venditore ufficiale, dove all'epoca c'era una promozione con sconto sul singolo pezzo e pacchetti multipli più convenienti (io ho preso il pacchetto da due, proprio perché mi serviva la seconda unità per la camera). L'ordine è arrivato in sei giorni lavorativi con pagamento alla consegna disponibile. Prezzi e disponibilità cambiano spesso, quindi l'unico dato affidabile è quello che trovi sulla pagina d'ordine.

Il dispositivo HomeNETIX visto da vicino

HomeNETIX

Hub universale Wi-Fi per rendere smart TV, climatizzatori e apparecchi a infrarossi. Compatibile con iOS, Android e Alexa. Nessun gateway aggiuntivo.

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Tre domande che mi hanno fatto tutti

Funziona senza internet?

No, per il controllo da app serve la connessione. I telecomandi originali continuano a funzionare normalmente, quindi non resti mai bloccato.

Serve un abbonamento?

Nel mio caso no: l'app è gratuita e non mi è stato chiesto alcun canone. Le condizioni commerciali però le stabilisce il venditore, verificale prima di ordinare.

È difficile per una persona anziana?

La configurazione sì, l'uso no. L'ho installato io e mia madre usa solo due pulsanti grandi nella schermata condivisa.

In sintesi. Non è un prodotto miracoloso e non trasforma la casa in una villa domotica. È un cubetto da poche decine di euro che ha risolto due problemi concreti: le dimenticanze che pesavano in bolletta e la tranquillità di poter aiutare mia madre a distanza. Per me è stato un buon acquisto; se ti riconosci nella mia situazione, probabilmente lo sarà anche per te.

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